La Famiglia

Ogni nuova famiglia è l’unione di due mondi che, per quanto simili, restano sempre diversi.

Caratteri, abitudini, educazione, personalità acquisiti nella famiglia d’origine sono gli elementi che contribuiscono ad avvicinare e, al tempo stesso, ad allontanare due persone.

Ogni famiglia, in un certo senso, è un mondo completo, una sfera che in sé racchiude personalità note tra loro, caratteri conosciuti e assimilati, comportamenti acquisiti e diventati più o meno prevedibili.

Un padre, per esempio, sa come il proprio figlio potrebbe reagire in una determinata situazione. Il figlio sa quale potrebbe essere la reazione dell’uno o dell’altro genitore.

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Questo accade perché la madre, il padre e il figlio si conoscono. Conoscono, cioè, una quantità di cose l’uno dell’altro e gran patte della loro personalità è come se fosse “scoperta”, facile da leggere e interpretare.

Questa conoscenza, questo vicendevole “sapere molto”, deriva in gran parte dalla frequentazione. Il padre è stato a lungo con la moglie e con il figlio e queste tre persone, insieme, hanno condiviso momenti diversi della loro esistenza, gioia e serenità, problemi e angosce.

La madre sa di avere un figlio sensibile perché l’esperienza glielo ha insegnato. Ella, per esempio, ha capito che il suo bambino ama gli animali per averlo visto soffrire per un passero morto, o per aver assistito alla sua gioia nell’abbracciare un gattino.

   

La famiglia: una sintesi di caratteri

Oltre all’esperienza, sia la madre che il padre hanno educato il loro ragazzo. Gli hanno insegnato che cosa è bene e che cosa è male.

Questo compito, tuttavia, non è sempre facile perché non esiste un principio unico e assoluto. Non tutto ciò che è bene per una persona lo è per un’altra. In una famiglia, generalmente la distinzione tra ciò che è bene e ciò che è male è comune a tutti.

Questo vuol dire che ognuno prende i caratteri del proprio nucleo d’origine. Per cui ogni componente è una specie di condensato di regole e di principi tipici ai quali si sono aggiunte la particolarità del suo carattere, delle sue conoscenze ed esperienze che lo rendono unico.

Così, una famiglia italiana avrà senz’altro molte affinità, per esempio, con una famiglia svedese.

Tra le due famiglie, tuttavia, vi saranno anche molte differenze. Se nel nostro Paese, per esempio, si tende a tenere il più possibile i figli in famiglia, in Svezia i ragazzi vanno precocemente a vivere per conto proprio.

   

Immaginiamo che

il ragazzo italiano si unisca alla ragazza svedese. Non saranno soltanto due giovani a mettersi insieme, ma si uniranno due mondi affini e tuttavia con una quantità enorme di differenze.

Due personalità forgiate da esperienze ed educazione simili soltanto in parte. E questi due mondi, per quanto l’amore li farà fondere e compenetrare, resteranno diversi e, ugualmente, Il carattere dei due giovani rimarrà quello che era in partenza, così come si era già formato nelle rispettive famiglie di origine. Si fonderà davvero soltanto nei loro figli, i quali (loro sì) avranno dall’uno e dall’altro genitore, e rappresenteranno “quella” determinata famiglia.

L’eco delle origini

Se le realtà di partenza dei due giovani resteranno comunque diverse, malgrado l’amore tenti di unirle, come saranno i rapporti tra nuora e suocera, nei quali non è presente lo stesso sentimento?

Naturalmente ancora più diversi in quanto la motivazione a fondersi non è altrettanto forte come nella coppia. Così, non sarà difficile che tra le due donne si instauri un rapporto conflittuale in cui, a prescindere dall’affetto che potrà nascere tra loro, ognuna porterà l’eco delle proprie origini.

   

E, come se questo non bastasse, il conflitto sarà aggravato anche da un elemento non secondario: la gelosia.

Un tempo, a dire il vero, questo problema era più evidente. A differenza di oggi, in cui le famiglie sono “nucleari”, quindi più semplici, nel passato erano di tipo patriarcale, quindi più “allargate” e con maggiori possibilità di conflitto al loro interno.

In qualche modo, cioè, eliminando la convivenza si è ridotta la possibilità di litigio.