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Perché alcuni risultati cambiano nel tempo? Il fattore di instabilità emotiva spiegato dagli psicologi

Gianluca Valentidi Gianluca Valenti· 17/08/2026 17:51
Perché alcuni risultati cambiano nel tempo? Il fattore di instabilità emotiva spiegato dagli psicologi

Le persone notano spesso che i punteggi dei test di personalità cambiano tra una compilazione e l’altra. La prima interpretazione tende a essere narrativa: “sono maturato”, “è un periodo stressante”. La psicometria, disciplina che misura costrutti psicologici con strumenti standardizzati, aggiunge un livello tecnico: parte di quel cambiamento è attribuibile a instabilità emotiva, parte a errore di misura e parte a condizioni situazionali.

Gianluca Valenti, che negli anni ha proposto batterie di questionari a coetanei e a gruppi giovanili, ha osservato ricorrenze empiriche: fluttuazioni accentuate in prossimità di esami, orari serali più variabili rispetto al mattino, punteggi meno stabili quando si compila da smartphone in ambienti rumorosi. Queste osservazioni si allineano con quanto riportato dalla letteratura psicometrica.

Instabilità emotiva: definizione operativa e posizione nei modelli

Con “instabilità emotiva” si indica la tendenza a variazioni rapide e ampie dello stato affettivo, con maggiore reattività a stimoli stressanti e difficoltà di regolazione. Nei modelli di personalità, il costrutto si sovrappone in larga parte al Nevroticismo (Neuroticism) del modello Big Five. Le sue componenti tipiche includono ansia di tratto, vulnerabilità allo stress, irritabilità, tendenza alla rimuginazione e labilità dell’umore.

È cruciale distinguere tra tratto e stato. Il tratto descrive una propensione media stabile nel lungo periodo; lo stato è la manifestazione momentanea. I questionari di personalità cercano di stimare il tratto, ma essendo autoriportati risentono dello stato al momento della risposta. Più lo stato emotivo è instabile, maggiore è il “rumore” che si sovrappone al segnale del tratto.

Strumenti consolidati come NEO-PI-3, BFI-2 ed EPQ-R offrono stime del Nevroticismo con buone evidenze di affidabilità e validità. Tuttavia, la variabilità intraindividuale non è eliminabile: è un parametro da misurare, non un’anomalia da ignorare.

Perché i punteggi cambiano: fonti di variabilità e loro peso

Le ragioni principali che spiegano differenze tra test ravvicinati nel tempo sono tre: errore di misura, fluttuazioni di stato, cambiamenti reali del tratto. Queste componenti possono coesistere.

Errore di misura. Ogni strumento ha una componente d’errore stimabile attraverso l’affidabilità (per esempio, coefficiente alfa di Cronbach o affidabilità test–retest). Un test con affidabilità 0,90 presenta un errore standard di misura minore rispetto a un test con affidabilità 0,70, a parità di varianza del punteggio.

Fluttuazioni di stato. Sonno, stanchezza, caffeina, conflitti recenti, notizie negative, carico di studio o lavoro e fattori biologici (variazioni circadiane, fasi del ciclo mestruale, malesseri fisici) modulano l’umore. L’instabilità emotiva amplifica l’effetto: a parità di trigger, chi è più labile mostra scarti più visibili.

Cambiamenti del tratto. Le dimensioni di personalità mostrano una tendenza alla stabilità, ma si registrano evoluzioni graduali associate all’età, alle transizioni di vita, a psicoterapie o a eventi cumulativi. Questi cambiamenti sono lenti e persistono oltre i giorni o le settimane.

Nei workshop osservativi citati da Valenti, la variabilità intra-settimanale del Nevroticismo autoriportato risultava maggiore del 30–40% nei questionari serali rispetto a quelli mattutini, con dispersioni maggiori presso studenti in sessione d’esami. Dati di questo tipo, pur non clinici, sono coerenti con la letteratura sull’effetto diadico tra affetto negativo e memoria congruente all’umore, che distorce la valutazione retrospettiva.

FonteTipoEntità attesaMitigazione
Umore momentaneoStatoMedio-alta a 24–72 hSomministrazione in orari e giorni coerenti; breve diario d’umore pre-test
Fatica/sonnoStatoMediaEvitarne la somministrazione dopo giornate particolarmente stancanti
Contesto e distrazioniStatoVariabileAmbiente silenzioso; niente notifiche; istruzioni standard
Errore di misuraStrumentoDipende da affidabilitàPreferire scale con r ≥ 0,80; scoring automatico verificato

Affidabilità, SEM e soglia di cambiamento significativo

Per decidere se una differenza sia “reale”, si utilizza l’errore standard di misura (SEM). Il SEM si calcola come deviazione standard (SD) del punteggio moltiplicata per la radice di (1 − affidabilità). Nei punteggi T (media 50, SD 10), un test con affidabilità 0,90 avrà SEM ≈ 10 × √0,10 ≈ 3,16.

Per distinguere cambiamenti oltre l’errore si usa spesso la minima variazione rilevabile al 95% (MDC95): MDC95 = 1,96 × √2 × SEM. Con SEM 3,16, la MDC95 è ≈ 8,76 punti T. In pratica, un passaggio da T=55 a T=61 (differenza 6) rientra nel margine di errore; da T=55 a T=65 (differenza 10) supera la soglia e suggerisce un cambiamento probabilmente reale.

Le stime variano per strumento e campione. Affidabilità test–retest per Nevroticismo su intervalli di 2–8 settimane si colloca spesso tra 0,75 e 0,90, mentre su intervalli pluriennali decresce lievemente per i naturali cambiamenti evolutivi. È opportuno consultare i manuali tecnici del test e gli studi di taratura sul proprio contesto linguistico-culturale.

Protocolli di somministrazione per ridurre la variabilità

La stabilità di misura dipende anche dal protocollo. Gli standard AERA–APA–NCME (“Standards for Educational and Psychological Testing”, 2014) raccomandano istruzioni, condizioni e scoring coerenti.

  • Coerenza temporale. Somministrare alla stessa ora del giorno, preferibilmente al mattino o in una finestra standardizzata di 2 ore.
  • Controllo del contesto. Ambiente calmo, schermo ampio, notifiche disattivate, tempo sufficiente (nessun timer serrato su scale di tratto).
  • Pre-screening di stato. Domande brevissime su sonno, stress e livello di energia; rinviare in caso di punteggi estremi.
  • Replicazione e media. Due o tre somministrazioni nell’arco di 7–10 giorni e uso della media riducono l’influenza dello stato momentaneo.
  • Multi-informatore. Integrare autovalutazioni con etero-valutazioni di persone che conoscono il soggetto (quando eticamente e logisticamente possibile).
  • Tracciabilità tecnica. Versione del test, dispositivo usato, durata di compilazione e pattern di risposta aiutano a identificare compilazioni inattendibili.

Per la componente più dinamica della regolazione emotiva, protocolli di campionamento dell’esperienza (ESM) con brevi item ripetuti sullo smartphone più volte al giorno misurano lo stato, non il tratto, ma sono informativi per comprendere la labilità e la reattività individuale.

Osservazioni dal campo: gruppi giovanili e fattori situazionali

Nei laboratori amatoriali coordinati da Valenti per gruppi 16–25 anni (attività divulgative, non cliniche), serie di tre compilazioni BFI-2 a distanza di 72 ore hanno mostrato che i partecipanti con punteggi alti in instabilità emotiva presentano varianze intraindividuali maggiori del 20–35% rispetto al gruppo con punteggi bassi. In prossimità di verifiche scolastiche, la dispersione aumentava ulteriormente, soprattutto tra coloro che riportavano sonno sotto le 6 ore.

Sono emerse anche differenze logistiche: compilare da smartphone in luoghi pubblici era associato a tempi più brevi e a maggiore incoerenza interna (alfa di sottoscala ridotta di 0,03–0,05 punti rispetto a compilazioni da PC in aula). Questi effetti sottolineano l’importanza di un setting controllato per la qualità della misura.

Dal punto di vista etico e legale, le attività sono state organizzate con consenso informato, anonimizzazione e nessuna restituzione clinica individuale. La gestione dei dati personali ha seguito i principi del GDPR. Va inoltre ricordato che in Italia la pratica psicodiagnostica rientra nelle competenze disciplinate dalla Legge 56/1989; le attività non cliniche devono evitare interpretazioni terapeutiche o diagnosi.

Interpretazioni caute: cosa significa davvero “cambiare”

Un singolo delta tra due somministrazioni non basta per concludere un cambiamento di tratto. Servono: valore del delta, affidabilità dello strumento, coerenza del setting e timeline degli eventi di vita. Un cambiamento che supera la MDC95 e si mantiene a follow-up dopo 1–3 mesi è più plausibilmente reale.

In ambito HR o orientamento, è prudente usare i punteggi come indicatori probabilistici e non deterministici. Linee guida operative includono: non basare decisioni su una sola misura; combinare fonti (test, colloqui strutturati, prove situazionali); ripetere la somministrazione in caso di esiti inattesi o marginali.

Cosa fare in pratica se i risultati oscillano

  • Verificare condizioni e tempi. Ripetere il test in orario simile, in ambiente controllato, a distanza di 5–7 giorni.
  • Controllare lo strumento. Preferire scale con manuali tecnici, tarature locali e affidabilità documentata (r ≥ 0,80).
  • Usare la media. In presenza di instabilità emotiva elevata, calcolare la media di 2–3 misurazioni migliora la precisione del tratto stimato.
  • Separare tratto e stato. Integrare autovalutazioni di tratto con brevi scale di stato per interpretare la quota di variabilità legata al momento.
  • Considerare eventi di vita. Valutare se nel periodo siano avvenuti cambiamenti rilevanti (lutto, malattia, traslochi, pressioni scolastiche o lavorative).

Infine, nella restituzione informativa, il linguaggio dovrebbe riflettere l’incertezza stimata: “probabile aumento del punteggio, oltre il margine d’errore”, oppure “variazione in linea con l’errore di misura, non conclusiva”. Questo approccio è coerente con le buone pratiche di reportistica previste dagli standard psicometrici internazionali.

In sintesi, l’instabilità emotiva agisce sia come oggetto di misura (un tratto) sia come fattore che introduce variabilità nei punteggi. Distinguerne gli effetti richiede attenzione alle metriche di affidabilità, ai protocolli di somministrazione e al contesto. Una lettura tecnica, prudente e replicata nel tempo restituisce il quadro più affidabile della personalità misurata.

Gianluca Valenti
Gianluca Valenti

Gianluca Valenti dall'adolescenza sperimenta test psicologici online tra amici e parenti. Dopo un soggiorno all'estero, organizza workshop amatoriali sulla scoperta dei tipi di personalità per gruppi giovanili. Racconta le sue esperienze pratiche nei suoi scritti con un approccio coinvolgente.